Quando cambiare le protesi mammarie

Anche se le protesi mammarie non “scadono”, in realtà non sono eterne. La durata media delle protesi varia dai 10 ai 20 anni, anche se circa il 20% delle protesi vengono cambiate dopo circa 8-10 anni per complicazioni o per ragioni meramente estetiche. Le principali ragioni per cui è opportuno sostituire le protesi mammarie sono : una contrattura della capsula periprotesica, vale a dire un irrigidimento dei tessuti cicatriziali che circondano le protesi, uno spostamento della protesi, una palpabilità o visibilità delle pieghe sui bordi delle protesi e una rottura della protesi stessa. Nella maggior parte dei casi le rotture protesiche si verificano senza sintomi, mentre in una minoranza di casi si può verificare una riduzione del volume mammario, la comparsa di nodularità, dolore, gonfiore, sensazione di bruciore e alterazioni della sensibilità mammaria. L’incidenza delle rotture protesiche varia dal 2 al 12 % dei casi.

Cosa succede quando si rimuovono delle protesi mammarie? Dopo la rimozione il seno può apparire svuotato, sceso, con degli infossamenti ed, eventualmente, asimmetrico. Questa è la ragione per cui, nella maggior parte dei casi, all’intervento di rimozione delle protesi si associa una ricostruzione: questa può consistere nella sostituzione degli impianti, nel sollevamento del seno (mastopessi), nell’associazione dei due interventi o nel riempimento mediante tessuto adiposo (lipofilling).

Il dottor De Biasio come chirurgo plastico a Udine, esegue un apposito intervento per la sostituzione delle protesi mammarie, visita la sezione.

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